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Iniziata alle 7.23, ora italiana, la discesa su Marte di Curiosity, il rover-laboratorio della Nasa realizzato nell’ambito della missione Mars Science Laboratory (Msl). Solo 420 secondi, sette minuti definiti di “terrore”, per rallentare da una velocità di 21.000 chilometri orari, attraverso complesse manovre completamente automatizzate, e posarsi nell’area del cratere di Gale. La sonda, partita a novembre, rimarrà sul Pianeta Rosso per la durata di almeno un anno marziano (circa due anni terrestri), inviando immagini sulla Terra.

«È in una forma perfetta» ha detto alla stampa stanotte Thomas Martin-Mur responsabile Nasa della navigazione spaziale di MSL, Mars Science Laboratory, la missione che puntualmente, alle 7.31 italiane di lunedì prossimo, ha fatto posare delicatamente il rover marziano Curiosity sulla superficie del Pianeta Rosso, entro il grande cratere Gale, all’equatore marziano perché se mai esistono, o sono esistiti, i “marziani”, fossero anche dei semplici batteri, quello è il posto giudicato migliore per trovarli o per rinvenire antiche tracce di vita microbica. Grande come una automobile di media cilindrata e pesante 900 chili al decollo, Curiosity è il più grande della famiglia di rover depositati da 15 anni sul Pianeta da Nasa, dal piccolo e simpatico Sojourner nel 1997 ai gemelli Spirit e Opportunity nel 2004, quest’ultimo addirittura ancora funzionante in barba a tutte le previsioni.

In forma il satellite, che continua a mandare imperterrito tweet dallo spazio come @Marscuriosity, e anche, per un gioco di parole, è “in forma” la complessa orbita che sta portando, dopo un viaggio di oltre mezzo miliardo di chilometri, Curiosity a Marte, dove, se vorrà sopravvivere all’impatto con l’atmosfera che avverrà a 20.000 chilometri all’ora a 125 chilometri dal suolo, dovrà “centrare” un immaginario bersaglio di solo un chilometro di ampiezza. Come per noi colpire una moneta da un euro da 2500 chilometri di distanza! C’è comunque, ancora spazio, nelle prossime 24 ore, domenica da noi, per un ultima eventuale correzione di rotta.

Non cerca la vita, ci tengono a dirlo a NASA, certo ha un pacco di strumenti eccezionale per un peso complessivo di 75 chilogrammi, un record, e darà la più complete analisi chimico fisica di Marte, pianeta di cui sappiamo già molto grazie alle sonde NASA e all’ottimo Mars Express europeo, tuttora in funzione attorno a Marte, e ai cui radar, di fabbricazione italiana, dobbiamo la migliore analisi dell’atmosfera marziana, in cui ha scoperto anche tracce di vapore acqueo.

Sarà un atterraggio storico, mai tentato nulla di più complicato, dato che Curiosity non può essere lanciato sul suolo di Marte entro un pallone che ne attutisca la caduta, troppo grande e pesante anche per la ridotta gravità marziana, poco più di un terzo della nostra, ma deve essere posato con un mezzo incredibile, una buffa gru volante con quattro retrorazzi che lo calerà attaccato a un filo per gli ultimi metri.

E da quando entra a 20.000 chilometri all’ora nell’atmosfera a quando si posa, a 3.6 chilometri all’ora, ci sono 7 minuti di manovre spericolate e da brivido demandate tutte all’intelligenza artificiale programmata a terra nei computer di bordo, dato che per andare e tornare da Marte, distante in questo momento 250 milioni di chilometri, ci vogliono circa 14 minuti. E la discesa è così importante che ben tre sonde in operazione attorno al pianeta, due americane e l’europea Mars Express, si sono già posizionate per riprendere i segnali della sonda in quegli infernali 7 minuti in cui verrà lasciata sola senza controllo esterno. Dati preziosissimi comunque.

Oggi come oggi Marte è un luogo piuttosto inospitale: le temperature possono scendere al di sotto -100 ° C, non se ne registrano di eguali sulla Terra, e ha un’atmosfera estremamente sottile, non respirabile e che comunque non scherma troppo dalle radiazioni cosmiche nocive per la vita. Un ambiente critico. Però forse non è sempre stato così e ci sono evidenze, sul suolo marziano, di un passato molto più “umido” dell’attuale e di un’atmosfera più spessa e protettiva, che avrebbe potuto permettere all’acqua di resistere sopra o appena sotto alla superficie, e forse questo potrebbe essere bastato per un inizio di vita. In fondo sulla Terra sono state trovate forme primitive, gli estremofili, che vivono in condizioni atroci di calore, centinaia di gradi, anche nei geyser e zolfatare.

Curiosity porta su Marte strumenti ad alta tecnologia e quasi fantascientifici, come un laser per vaporizzare blocchi di roccia per l’analisi della loro composizione chimica e un trapano per sondare poco sotto la superficie e scovare eventuali molecole organiche. Grazie alle batterie al plutonio Curiosity potrà funzionare per anni, e per fortuna dato che le restrizioni di budget di NASA non le consentono per l’immediato futuro altre costose missioni di questo tipo, Curiosity presenta un conto infatti di 2.5 miliardi di dollari. Per fortuna nel 2018 arriverà la sonda europea Exomars, con un laboratorio chimico al confronto del quale quello di Curiosity assomiglia più al “piccolo chimico” che altro e soprattutto un trapano, di costruzione italiana, che arriverà fino a 2 metri nel sottosuolo. Per il momento comunque incociamo le dita e aspettiamo “l’ammartaggio” di Curiosity.

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2012-08-05/sbarco-curiosity-marte-154947.shtml