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28 novembre 2013, fra poco più di un anno, attorno a quella data, potremmo avere di nuovo una bella cometa scintillante nei nostri cieli. C/2012 S1 (ISON) è per il momento il terribile nome professionale dato dagli astronomi a questo “sasso” cosmico che arriverà fra 14 mesi a una distanza minima dal Sole, 1.1 milioni di chilometri, veramente poco se pensiamo che la distanza Terra-Sole è di 150 milioni di chilometri.

Questo significa che la radiazione solare e le particelle emesse dalla nostra stella bombarderanno la palla di polvere, roccia e ghiacci che compone ogni cometa, dimensioni probabili e tipiche sugli 8-10 chilometri e forma irregolare. Se tutto andrà al meglio lo strato più superficiale della cometa, simile al permafrost terrestre, ad esempio quello siberiano o della Groenlandia, si vaporizzerà e le particelle di polvere, come miliardi e miliardi di minuscoli catarifrangenti, formeranno la magnifica chioma illuminata dal Sole che a volte abbiamo osservato. Cometa infatti altro non significa che “astro con la chioma”. Se invece il Sole farà alla cometa una accoglienza sufficientemente “calda” potrebbe finire male per lei, costretta a spaccarsi in mille pezzi, come altre in passato, dall’azione combinata della radiazione e attrazione gravitazionale solare. E per noi niente spettacolo. E’ d’obbligo e consuetudine citare chi l’ha scoperta, sono due russi Vitali Nevski e Artyom Novichonok dell’Osservatorio amatoriale di ISON-Kislovodsk, non distante dai confini con la Georgia, la cometa potrebbe prendere i loro nomi come d’uso.

Come sempre in questi casi occorre aspettare che si avvicini un po’ per calcolare al meglio l’orbita, un po’ come succede quando vediamo un auto da molto lontano e per capire dove andrà la seguiamo con lo sguardo per un po’. Egualmente non è prevedibile, le comete riservano spesso sorprese, se e quanto dispiegherà una bella e grande coda come fu per alcune comete degli anni più recenti, ad iniziare dalla spettacolare Hale-Bopp del 1995. Di sicuro, possiamo già dirlo non è un pericolo per la Terra, non ci cadrà addosso e non trasporta né microbi né veleni , come si credeva in passato, e neppure presagi di sventura. Anzi una teoria molto accreditata suppone che le comete siano i corpi celesti che, vagando per l’Universo, portano i semi della vita nei pianeti. Speriamo quindi in un Natale 2013 con la cometa.