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Uno delle migliaia e migliaia di cerchi misteriosi della Namibia

In un precedente articolo (vedi qui) raccontavo dei misteriosi cerchi della Namibia che si formano in aree desertiche dove spunta un po’ d’erba e in quel medesimo articolo raccontavo che, nonostante varie ricerche scientifiche, ancora non si era trovata alcuna soluzione che spiegasse appieno la loro formazione. Con un diametro che può raggiungere i 15 metri, i “cerchi delle fate”, come vengono chiamati dalle popolazioni locali, sono stati interpretati dalle popolazioni Himba (che vivono in Namibia) come qualcosa legato ad un intervento divino. Ma ora ecco che una autorevole ricerca pubblicata su Science sembrerebbe avere risolto l’arcano. Essi sono il risultato del lavoro di termiti che vivono all’interno dei cerchi. Questa interpretazione era già stata avanzata nel passato, ma non si avevano prove a sufficienza per essere considerate esaustive. Ma ora la dimostrazione sembrerebbe non lasciare adito ad altre interpretazioni. Tali prove sono state avanzate dal botanico Norbert Juergend dell’Università di Amburgo (Germania), il quale ha indicato anche la specie tra le termiti che producono tali cerchi, la Psammotermes allocerus.

Si formano pozze di umidità
Il ricercatore ha studiato una fascia di deserto lunga circa 2.000 km che va dall’Angola al Sud Africa, avvicinando cerchi nei loro diversi stati di formazione. Quel che ha particolarmente interessato Juergend è stato il fatto che le termiti sono gli unici animali presenti nel suolo quando i cerchi iniziano a formarsi. Puntando l’attenzione su di esse allora ha scoperto che le termiti si cibano delle radici dell’erba eliminando così una gran parte di essa quando cresce durante la stagione delle piogge. Vivendo in gruppi le termiti formano così dei cerchi nel suolo dove l’erba non cresce perché non vi sono più radici. Questo determina due cose: da un lato l’erba continua a crescere sul bordo del cerchio reso sterile dalle termiti, dall’altro all’interno del cerchio l’umidità del terreno si preserva meglio che altrove dando modo all’erba che sta sul bordo di sopravvivere anche durante la stagione secca, formando così dei cerchi ben definiti. Egli infatti ha trovato che nei primi 100 cm di suolo si concentrano ben 5 cm di acqua la quale rimane persino durante la stazione secca. Insomma una vera bioingegneria della natura che ha messo in scacco per anni la ricerca dell’uomo.

http://blog.focus.it/effetto-terra/2013/03/29/il-mistero-dei-cerchi-della-namibia-la-soluzione/