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Robella d’Asti | 19/08/2013 — E’ trascorso oltre un mese da quando la mietitrebbia è entrata nel “campo dei cerchi magici” di Cavallo Grigio, ma l’interesse per il pittogramma che ha fatto parlare di sé il mondo intero continua, alimentato da più parti e da avvenimenti insoliti.

Intanto, nonostante il sito sia stato arato e seminato con vari passaggi dei trattori, è rimasto il segno del grande cerchio, simile ad un marchio indelebile nel terreno. Segni indecifrati nel grano che qualcuno viene ancora a cercare, arrivando a Robella da lontano. Altri confermano i benefici ricevuti: la donna che non riusciva ad avere figli e si era rotolata sulle spighe (ovviamente non da sola…) ha confermato di essere rimasta incinta, mentre un’altra è guarita dal mal di schiena, a dimostrazione che l’effetto benefico prediligeva il gentil sesso.

A ravvivare l’interesse, specie all’estero, è stato l’ampio risalto su internet, un’intera pagina su un quotidiano americano e sui giornali francesi, inglesi e giapponesi e, in Italia, la notizia della scoperta di chi avrebbe realizzato le geometriche figure. In realtà, l’ingegner Francesco Grassi che si attribuisce la paternità sei disegni ha spiegato come si potrebbero realizzare descrivendo la tecnica esecutiva con particolari già conosciuti, come ad esempio trascinando tavole di legno, camminando sempre nello stesso senso e facendosi anche fotografare in un campo che non è quello di Robella. Tempo richiesto: sei ore in cinque operatori. In realtà, l’intero, pittogramma è stato realizzato in sole tre ore (dalle 2 alle 5).
Inoltre “nei triangoli a forma di raggi il grano era stato piegato con tre inclinazioni diverse” spiega Marie Claire Giunipero che aggiunge: “Ho cercato di mettermi in contatto con questo ingegnere per invitarlo a casa mia e chiarire tanti particolari, ma non si è fatto trovare, forse temeva che gli avremmo chiesto i danni”. Intanto sembra che l’ing. Grassi abbia scritto un libro sull’argomento e che lo presenterà prossimamente in un paese del casalese. L’opinione prevalente fra la gente rimane quella che si sia trattato di un simbolo religioso, preparato accuratamente e realizzato con tecniche laser, dopo aver individuato, chissà come e da chi il campo di Cavallo Grigio, un luogo ideale trattandosi di 15 ettari omogenei, in posizione collinare dall’ottimo effetto scenografico.

Mantengono le loro convinzioni gli ufologi che sostengono l’intervento di extraterrestri. Si è fatto vivo con una lettera anonima anche un presunto testimone oculare di Cavagnolo con una lettera alla redazione di questo giornale in cui descrive un appuntamento galante in quella notte, in vicinanza del campo, ed ha visto scendere dal cielo un disco volante da cui sono usciti strani esseri i quali hanno realizzato in mezz’ora i cerchi e sono ripartiti silenziosamente com’erano arrivati.
In realtà, l’intera vicenda rimane avvolta nel mistero e probabilmente lo sarà per sempre: un caso irrisolto in cui i dubbi contribuiscono ad alimentare il fascino.

http://www.ilmonferrato.it/articolo.php?ARTUUID=CFB180AE-21E0-4D42-B47F-8367393967CD&MUUID=AFA9393B-B907-4AD0-878F-5C402A0A8219